Guida completa a tutti i bonus e le agevolazioni sulla casa del 2026

Guida completa a tutti i bonus e le agevolazioni sulla casa del 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha ridefinito in modo significativo il quadro delle agevolazioni fiscali legate alla casa. Dopo anni caratterizzati da bonus straordinari e misure emergenziali, si è infatti scelto di confermare alcune agevolazioni e lasciarne decadere altre. Nel 2026, quindi, restano attivi i principali bonus legati alla ristrutturazione, all’efficientamento energetico, alla riduzione del rischio sismico e all’acquisto di arredi, oltre ad alcune misure dedicate ai giovani che acquistano la prima casa e a chi investe in immobili ad alta efficienza energetica.

In questa guida facciamo chiarezza su tutti i bonus casa disponibili nel 2026, spiegando come funzionano, a chi spettano e quali sono le differenze principali.

Bonus ristrutturazione 2026: come funziona e a chi spetta

Il bonus ristrutturazione è stato confermato anche per il 2026, mantenendo la struttura già nota negli anni precedenti. L’agevolazione riguarda gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, tra cui manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione vera e propria.

Nel dettaglio:

  • la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute per gli interventi sull’abitazione principale;
  • per le seconde case e gli altri immobili, la detrazione scende al 36%;
  • il tetto massimo di spesa è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare;
  • il beneficio fiscale viene recuperato tramite 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.

Possono usufruirne i proprietari dell’immobile e i titolari di diritti reali di godimento.

Ecobonus 2026: incentivi per l’efficientamento energetico

Anche nel 2026 resta attivo l’ecobonus, destinato agli interventi di efficientamento energetico degli edifici esistenti. L’agevolazione si applica a una vasta gamma di lavori, come la sostituzione degli impianti di climatizzazione, l’isolamento termico e l’installazione di sistemi più performanti dal punto di vista energetico.

Le aliquote confermate sono:

  • 50% per gli interventi realizzati sull’abitazione principale;
  • 36% per gli interventi su altri immobili residenziali.

Il beneficio può essere utilizzato sia ai fini IRPEF sia IRES e spetta non solo ai proprietari, ma anche a condòmini per le parti comuni, inquilini, comodatari e familiari conviventi, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari.

Sismabonus 2026: agevolazioni per la riduzione del rischio sismico

Il sismabonus viene prorogato anche per il 2026 e continua a rappresentare uno strumento fondamentale per incentivare la messa in sicurezza degli edifici situati nelle zone a rischio sismico.

Le percentuali di detrazione restano allineate agli altri bonus edilizi ordinari:

  • 50% per gli interventi effettuati sull’abitazione principale;
  • 36% per quelli eseguiti su immobili diversi dalla prima casa.

La detrazione si applica su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare ed è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Il bonus riguarda sia gli interventi diretti sugli edifici sia l’acquisto di immobili antisismici, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Bonus mobili 2026: requisiti e importi

È stato confermato anche il bonus mobili, strettamente collegato agli interventi di ristrutturazione edilizia. Nel 2026 è possibile beneficiare di una detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati all’immobile ristrutturato.

Le principali caratteristiche del bonus sono:

  • tetto massimo di spesa pari a 5.000 euro;
  • detrazione ripartita in 10 rate annuali di pari importo;
  • nessuna distinzione tra prima e seconda casa.

L’agevolazione è riconosciuta solo se l’acquisto dei mobili è collegato a lavori edilizi avviati sull’immobile, sia esso una singola unità o una parte comune condominiale.

Bonus prima casa under 36 nel 2026: cosa resta attivo

Nel 2026 le agevolazioni dedicate ai giovani under 36 risultano più limitate rispetto al passato. Non sono più previste in via generalizzata le esenzioni dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, né il credito d’imposta IVA introdotto negli anni precedenti.

Restano però operative alcune misure chiave, in particolare quelle legate al sostegno al credito per l’acquisto della prima casa, con l’obiettivo di favorire l’accesso al mutuo in una fase di mercato caratterizzata da tassi elevati e maggiore selettività bancaria.

Per beneficiare delle misure dedicate ai giovani è necessario:

  • non aver compiuto 36 anni nell’anno di stipula dell’atto di acquisto;
  • avere un ISEE ordinario in corso di validità non superiore a 40.000 euro annui;
  • acquistare un immobile da destinare a prima casa, non classificato come abitazione di lusso;
  • non essere titolari di altri immobili acquistati con agevolazioni “prima casa”, salvo i casi di vendita e riacquisto previsti dalla legge;

Il principale vantaggio per gli under 36 nel 2026 riguarda quindi il mutuo prima casa. I finanziamenti destinati all’acquisto dell’abitazione principale beneficiano infatti dell’esenzione dall’imposta sostitutiva dello 0,25%, normalmente applicata sull’importo erogato. L’agevolazione viene inoltre riconosciuta direttamente dalla banca in fase di stipula del mutuo e consente un risparmio immediato sui costi iniziali del finanziamento, risultando cumulabile con il Fondo di garanzia prima casa.

Bonus case green 2026: detrazione IVA per immobili in classe A o B

Accanto ai bonus edilizi e alle misure per i giovani, resta attivo anche il bonus case green. Nel 2026 chi acquista un’abitazione residenziale di nuova costruzione in classe energetica A o B, direttamente dal costruttore, può beneficiare della detrazione IRPEF del 50% dell’IVA pagata al momento dell’acquisto.

La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo ed è indipendente dall’età dell’acquirente e dal reddito. Si tratta quindi di un incentivo particolarmente interessante anche per chi sta valutando investimenti immobiliari orientati alla sostenibilità e all’efficienza energetica.

Eredità e case di proprietà: perché pianificare oggi fa la differenza domani

Eredità e case di proprietà

Nei prossimi vent’anni il settore immobiliare, milanese e italiano più in generale, sarà attraversato da un fenomeno particolare: secondo le stime, circa 1.400 miliardi di euro di immobili passeranno di mano attraverso le successioni. Un trasferimento di ricchezza che avrà effetti rilevanti non solo sul valore delle singole proprietà, ma sull’equilibrio stesso del mercato.

Si tratta quindi di un tema che riguarda da vicino moltissime famiglie, spesso proprietarie di uno o più immobili, e che merita di essere affrontato con consapevolezza e pianificazione.

Un patrimonio enorme in un contesto demografico complesso

Il patrimonio immobiliare delle famiglie italiane è stimato in 5.547 miliardi di euro, con il residenziale che rappresenta da solo il 45% della ricchezza netta nazionale e addirittura l’83,7% dei beni reali posseduti.

Nonostante le crisi degli ultimi decenni, il valore del mattone è diminuito solo marginalmente rispetto al 2003. A cambiare profondamente è invece la struttura demografica italiana. Oggi, infatti, il 28% degli immobili è posseduto da persone con più di 65 anni, nel 2040 questa quota salirà al 42% e, secondo le stime, nel 2050 ci sarà un giovane sotto i 14 anni ogni tre over 65.

Questo significa una cosa molto concreta: nell’immediato futuro, ci saranno più immobili in vendita e meno potenziali acquirenti, in un Paese dove gran parte del patrimonio edilizio è datato e spesso richiede ristrutturazioni poco sostenibili dal punto di vista economico.

Quando la successione diventa un problema

Dal punto di vista delle singole famiglie, il passaggio generazionale degli immobili è una delle principali cause di conflitto. La successione, infatti, non divide materialmente i beni, ma crea una comproprietà. Ogni decisione (ad esempio vendere, affittare, o cambiare destinazione d’uso all’immobile) deve quindi essere condivisa.

È facile immaginare, allora, cosa può succedere quando manca questa comunione d’intenti e un erede vuole liquidare la propria quota, mentre un altro è legato affettivamente alla casa di famiglia e un terzo vorrebbe trasformarla in una fonte di reddito. Il risultato sono contenziosi lunghi e costosi, che bloccano gli immobili e ne riducono il valore.

Perché affidarsi solo alla successione non basta

Un dato è particolarmente significativo: solo il 15% delle successioni in Italia avviene tramite testamento. Questo espone molte famiglie a situazioni impreviste, soprattutto in presenza di convivenze non formalizzate o rapporti familiari complessi.

Dal punto di vista economico, poi, l’idea che la successione non abbia costi è solo parzialmente vera. È corretto che tra genitori e figli non si paghi l’imposta di successione sotto il milione di euro, ma sugli immobili che non diventano prima casa per gli eredi si applicano:

  • imposte ipotecarie e catastali pari al 3% della rendita catastale rivalutata e moltiplicata per 126;
  • l’IMU, che continua a maturare fino alla vendita.

A questo si aggiunge un altro elemento spesso sottovalutato: i tempi di vendita. Un appartamento ereditato richiede in media sei mesi e mezzo per essere venduto, ma, in presenza di problemi documentali o contenziosi, si può arrivare anche a tre anni.

È dunque utile valutare per tempo alcune soluzioni alternative: la vendita, ad esempio, oppure la donazione e la nuda proprietà.

Vendere prima, in molti casi, è più efficiente

Quando un immobile viene venduto prima della successione, il ricavato non è soggetto ad alcuna imposta successoria. Questo rende spesso più conveniente liquidare per tempo il patrimonio immobiliare in eccesso, soprattutto quando si prevede che gli eredi non troveranno un accordo sulla gestione.

La pianificazione anticipata consente infatti di:

  • ridurre i costi complessivi;
  • evitare blocchi decisionali;
  • preservare il valore dell’immobile.

Donazioni e nuda proprietà: strumenti sempre più centrali

Negli ultimi anni, le donazioni sono tornate ad avere un ruolo importante grazie a cambiamenti normativi rilevanti. L’abolizione del cosiddetto coacervo successorio ha sancito il principio che donazione e successione hanno tassazioni autonome. Questo permette, ad esempio, di trasferire fino a due milioni di euro a un figlio senza imposte, suddividendo correttamente il patrimonio tra donazione e successione.

Anche la nuda proprietà con riserva di usufrutto è uno strumento sempre più utilizzato per razionalizzare il patrimonio familiare. Il regime fiscale è favorevole e dipende dall’età dell’usufruttuario: più questa è avanzata, minore è il valore fiscale dell’usufrutto e quindi l’imposta sulla nuda proprietà.

Fonte: Corriere Della Sera

Pianificare oggi per proteggere il valore di domani

Il passaggio generazionale degli immobili non è un evento lontano o astratto, bensì un processo già in corso, che nei prossimi anni avrà effetti sempre più evidenti sul mercato e sulle famiglie.

Affrontarlo per tempo significa:

  • evitare conflitti;
  • ridurre costi e inefficienze;
  • prendere decisioni lucide, senza urgenze.

In un mercato complesso come quello attuale, una consulenza immobiliare competente diventa uno strumento fondamentale per leggere i dati, valutare le opportunità e tutelare il valore costruito nel tempo. Se vuoi capire come iniziare ad affrontare la tua situazione, contattaci per un incontro conoscitivo e troviamo insieme la soluzione più adatta alle tue necessità.

Affitti brevi a Milano e Legge di Bilancio 2026: cosa cambia con la nuova cedolare secca

Affitti brevi a Milano e Legge di Bilancio 2026 cosa cambia con la nuova cedolare secca

Il mercato immobiliare di Milano è in continua evoluzione e, ancora una volta, le novità fiscali legate agli affitti brevi sono destinate a ridisegnarne gli equilibri. La bozza della nuova Legge di Bilancio 2026 prevede infatti un aumento dell’aliquota della cedolare secca dal 21% al 26% per chi investe negli affitti brevi, un cambiamento che potrebbe incidere sensibilmente sui guadagni dei proprietari e spingere molti a rivedere la propria strategia di locazione.
Vediamo allora più nel dettaglio cosa dice, ad oggi, il testo della Finanziaria e quale potrebbe essere l’impatto sui proprietari.

La Legge di Bilancio 2026 e la nuova tassa sugli affitti brevi

La bozza della Legge di Bilancio 2026 introduce un aumento della cedolare secca al 26% per le locazioni brevi, ovvero i contratti fino a 30 giorni. L’obiettivo dichiarato del Governo è duplice: recuperare gettito fiscale e riportare sul mercato residenziale una parte degli immobili oggi destinati al turismo. In pratica, l’aumento riguarderà in particolare gli appartamenti locati tramite portali di intermediazione come Airbnb o Booking, mentre resterebbe al 21% l’aliquota per chi affitta senza intermediari, gestendo in proprio i contratti.

Secondo le stime dell’associazione AIGAB, il nuovo prelievo potrebbe costare fino a 1.300 euro l’anno in più a una famiglia che affitta un appartamento di medie dimensioni. Il provvedimento, inoltre, ha scatenato un acceso dibattito: da un lato, c’è chi lo considera necessario per riequilibrare il mercato abitativo; dall’altro, c’è chi teme che possa spingere molti proprietari verso l’informalità o, semplicemente, portarli ad abbandonare il settore degli affitti brevi.

L’impatto della nuova Legge di Bilancio 2026 sui proprietari di casa a Milano

Milano è una delle città italiane più dinamiche nel mercato degli affitti brevi: la forte presenza turistica, gli eventi fieristici e la domanda di alloggi temporanei hanno infatti reso questo tipo di locazione molto diffuso negli ultimi anni. Tuttavia, già da tempo il settore mostra segnali di sofferenza. I costi di gestione, la concorrenza crescente e la necessità di rispettare normative sempre più stringenti – come il codice identificativo nazionale (CIN) o le regole comunali sugli affitti turistici – stanno rendendo l’attività meno redditizia e più complessa.
Con l’arrivo della nuova aliquota, la marginalità per molti proprietari rischia di ridursi drasticamente. In una città dove la fiscalità locale, le spese condominiali e la manutenzione incidono già molto, il passaggio dal 21% al 26% può davvero fare la differenza in negativo, portando molti proprietari a rivalutare la destinazione d’uso del proprio immobile, orientandosi verso i classici contratti di locazione a uso abitativo più lunghi.

Perché sempre più proprietari stanno passando alla locazione medio-lunga

Il futuro appare quindi prevedibile: qualora le novità introdotte dalla nuova Legge di Bilancio 2026 (al momento, ancora soltanto una bozza) fossero confermate, molti proprietari potrebbero riconvertire i loro immobili da una gestione breve a una gestione medio-lunga.

I motivi sono pratici e concreti:

  • – reddito costante e stabile durante l’anno, senza oscillazioni legate alla stagionalità o all’occupazione;
  • – meno burocrazia e minori obblighi fiscali, soprattutto rispetto alle locazioni turistiche gestite tramite portali;
  • – maggior tutela legale e assicurativa, grazie a contratti di locazione chiari e gestiti professionalmente;
  • – risparmio di tempo: non dover gestire check-in, pulizie o comunicazioni continue con gli ospiti.

Come possiamo aiutarti a riconvertire il tuo immobile

Kyos Immobiliare accompagna passo-passo i proprietari di casa che desiderano ricavare un’entrata extra dai propri immobili attraverso le locazioni. In particolare, offriamo una valutazione del canone ottimale per gli affitti residenziali, selezioniamo accuratamente i potenziali inquilini richiedendo delle garanzie economiche e ci occupiamo della gestione contrattuale completa. Non solo, grazie ad Amec, società del gruppo che offre assistenza ai proprietari di casa gestendo le loro unità in affitto, solleviamo i clienti da incombenze burocratiche e adempimenti di legge, mantenendo il rapporto con gli inquilini.

Forti di un’esperienza diretta sul mercato milanese di oltre trent’anni, sappiamo come posizionare correttamente ogni immobile, assicurando una redditività stabile e una gestione senza pensieri. Se anche tu stai valutando la possibilità di passare dagli affitti brevi alle locazioni residenziali, contattaci per una consulenza gratuita: troveremo insieme la soluzione più adatta a te.

Nuovi trend immobiliari: cosa cerca nel 2025 chi compra casa a Milano?

Nuovi trend immobiliari: cosa cerca nel 2025 chi compra casa a Milano?

Il report di Nomisma sull’andamento del mercato immobiliare meneghino nel secondo semestre del 2025 ha segnalato una buona ripresa del numero di compravendite nei primi mesi dell’anno. I proprietari hanno quindi un’ottima occasione per riuscire a vendere casa in tempi brevi e al miglior prezzo, complice anche la riduzione dei tassi d’interesse sui mutui e una maggiore facilità di accesso al credito. È interessante, a questo punto, analizzare cosa cerca chi ha intenzione di comprare casa, per capire come facilitare l’incontro tra domanda e offerta e quali sono gli aspetti che possono aumentare il valore di mercato.
I trend immobiliari parlano infatti di nuove tipologie di immobili, di aree della città che stanno giovando degli interventi di riqualificazione più recenti e di caratteristiche che un appartamento deve possedere per essere davvero appetibile sul mercato.

Le tipologie di immobili più ricercate quest’anno

Iniziamo proprio dalla tipologia di immobile più desiderata da chi compra casa a Milano nel 2025. Dopo lunghi anni in cui il bilocale ha dominato la scena, oggi sono infatti i trilocali a essere le soluzioni abitative più ambite.
Complice la maggiore diffusione dello smart working, avere a disposizione una stanza in più, anche a costo di rinunciare ad alcuni metri quadri ad ambiente, offre la possibilità di destinare uno spazio ad attività come il lavoro o lo studio. Questo layout si adatta quindi all’esigenza dei professionisti di separare spazi privati e lavorativi, ma anche alle necessità di chi acquista in ottica investimento e alle coppie con la prospettiva di allargare la famiglia.

Le nuove aree più ambite di Milano

A cambiare sono anche le aree della città più ricercate da chi vuole comprare casa a Milano. Forti dei recenti interventi di riqualificazione che ne hanno permesso la rinascita, zone un tempo considerate più periferiche sono oggi nel mirino dei compratori.
La recente apertura della nuova linea della metropolitana M4, ad esempio, ha reso più accessibili e meglio collegati al centro quartieri come Forlanini, Argonne e Linate. A suscitare interesse è poi l’area che, in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, ha visto sorgere il Villaggio Olimpico, i cui spazi sono destinati a essere riconvertiti in alloggi per studenti e abitazioni private.
L’area di NoLo continua ad affascinare i più giovani, attratti dalla vivace vita notturna offerta e dalla multiculturalità delle sue vie. Bovisa e Lambrate, infine, si sono imposti come centro di innovazione e creatività: la nascita di hub universitari e gli interventi di edilizia sostenibile ne fanno dunque indirizzi primi in classifica nelle ricerche.

Le caratteristiche più richieste da chi compra casa a Milano

La tipologia di immobile e la sua posizione non sono però sufficienti per convincere chi compra casa a Milano nel 2025 a mettere la propria firma sul contratto. Condomini e appartamenti devono infatti avere alcune caratteristiche che stanno diventando sempre più imprescindibili per gli acquirenti.
La crescente attenzione al tema della sostenibilità ha fatto emergere l’interesse verso soluzioni abitative il più possibile green, di nuova costruzione o recente ristrutturazione con attenzione a consumi ed emissioni. Aumenta poi la richiesta di immobili all’interno di stabili con aree comuni a disposizione di chi ci vive, come una palestra o degli spazi riservati al coworking. Il vivo ricordo della pandemia rende inoltre necessaria la presenza di almeno un affaccio esterno tra balcone o piccolo terrazzino.
Avere a disposizione un sistema di domotica per la gestione intelligente della casa è un altro plus preso sempre di più in considerazione. Per quanto riguarda il layout, infine, oltre a una stanza aggiuntiva da destinare al lavoro da remoto, gli acquirenti dimostrano di preferire zone giorno open space dove la cucina è a vista e non più separata dall’area destinata alla convivialità.

Stai cercando di vendere il tuo immobile o sei alla ricerca della casa dei sogni? Contattaci e affidati alla nostra esperienza trentennale su Milano.

Mercato immobiliare milanese: i trend del secondo trimestre del 2025

Mercato immobiliare milanese: i trend del secondo trimestre del 2025

Con il mese di giugno ormai archiviato, è arrivato il momento di dare uno sguardo a come si è evoluto il mercato immobiliare milanese nel secondo trimestre del 2025. Nomisma, infatti, ha recentemente pubblicato il suo tradizionale report, evidenziando nuovi trend e prospettive future. Il più interessante? Una ripresa nel settore delle compravendite residenziali, per la prima volta dalla fine del 2023.
Diamo allora uno sguardo ai dati, valutando le tendenze generali, come si sono comportati i quartieri della nostra città, cosa invece è successo in Italia e cosa possiamo attenderci nei prossimi mesi.

Le tendenze generali del secondo trimestre del 2025 per il mercato immobiliare milanese

Come anticipato, nel secondo trimestre del 2025 il mercato immobiliare milanese è tornato a segnare un trend positivo per quanto riguarda la vendita di proprietà destinate a uso abitativo. Un miglioramento che, sottolinea Nomisma, non si vedeva dagli ultimi mesi del 2023 e che ci permette di guardare con fiducia al futuro.
La tendenza è stata resa possibile da una particolare congiuntura di eventi attuale che ha visto, da un lato, un allentamento delle condizioni di credito e, dall’altro, una diminuzione dei tassi d’interesse sui mutui che ha facilitato l’accesso al credito degli acquirenti. Anche i prezzi di vendita sono leggermente aumentati: abbiamo infatti assistito a un +0,6% per le abitazioni nuove o ristrutturate, e a un +0,3% su quelle usate, similmente ai canoni di locazione che hanno registrato un +5,2% rispetto a dodici mesi fa.

Tutto ciò ha avuto infine ripercussioni sulle tempistiche necessarie per portare a termine le trattative. In caso di compravendita, infatti, servono in media 4 mesi per arrivare alla firma sul contratto, mentre per gli affitti si scende a 2-3 mesi.

Il secondo trimestre del 2025 del mercato immobiliare milanese, quartiere per quartiere

Interessante anche il dato sui singoli quartieri, che nel secondo trimestre del 2025 hanno mostrato alcune tendenze significative, indicando su quali aree della città ha più senso investire oggi.

I quartieri migliori sono stati:

  • Forlanini +6,6%
  • Città Studi-Lambrate +3,3%
  • Corvetto-Rogoredo +3,1%
  • Centro Storico e Comasina-Bicocca + 2,8%
  • Greco-Turro +2,5%
  • Garibaldi-Porta Venezia +2,4%

I quartieri che hanno registrato una leggera flessione, invece, sono:

  • Baggio -1,7%
  • Cermenate-Missaglia -0,9%
  • Vigentino-Ripamonti -0.4%

Accanto a questi è cresciuto l’hinterland milanese, con un aumento dei prezzi medio pari al 3,9% rispetto al trimestre precedente, pur mantenendo valori decisamente più contenuti rispetto alla città. Nerviano ha registrato un +12%, mentre Locate Triulzi si attesta su un +8.6%. In questo caso, però, chi compra deve sempre valutare durante l’acquisto aspetti come la qualità dei collegamenti con Milano, lo stato di conservazione dell’immobile e la data di ultima ristrutturazione, per assicurarsi un ottimo investimento.

Uno sguardo all’Italia e al futuro del mercato immobiliare milanese

Il report recentemente pubblicato da Nomisma ha poi allargato lo sguardo anche all’intero mercato immobiliare italiano, evidenziando alcune tendenze generali:

  • Una ripresa graduale del mercato: +11,5% di compravendite e +32,7% di mutui concessi
  • Prezzi in crescita moderata, tra il +0,8% e il +1,3%
  • Tempi di vendita stabili, con una media di 4,6 mesi
  • Domanda equamente ripartita tra vendita e locazione

E per il futuro? L’Ente ha espresso previsioni fiduciose, segnalando un probabile incremento delle compravendite residenziali fino al 2027, abbinato a un aumento dei prezzi moderato di circa un +1,5% ogni dodici mesi. Il 2025, quindi, si conferma un ottimo anno per investire nell’acquisto di un nuovo immobile: se sei alla ricerca della tua casa dei sogni, contattaci e affidati alla nostra esperienza trentennale su Milano.

Come si è evoluto il mercato immobiliare milanese nel primo trimestre del 2025

Come si è evoluto il mercato immobiliare milanese nel primo trimestre del 2025

Con una primavera ormai entrata nel vivo e un mese di maggio che ha iniziato a traghettarci lentamente verso l’estate, è arrivato il tempo di fare i primi bilanci e capire come si è evoluto il mercato immobiliare milanese nei primi mesi del 2025. I report mostrano infatti nuove sorprendenti tendenze, dati che parlano di un leggero rallentamento (ma solo per alcune tipologie di immobili) e segnali di una nuova crescita futura.

Conoscere il contesto può aiutarci ad affrontare al meglio il complesso panorama meneghino: vediamo allora quali cambiamenti sono in atto e quali contromisure adottare per continuare a vendere casa velocemente e al giusto valore.

Dati e tendenze del mercato immobiliare milanese in questo inizio 2025

Allo scadere del primo trimestre del 2025 sono arrivati i dati ufficiali sull’andamento del mercato immobiliare in questa prima parte dell’anno. I mesi da gennaio a marzo hanno registrato una flessione per la città di Milano, con una diminuzione del numero di compravendite portate a termine di circa l’8% rispetto allo stesso periodo nel 2024, un numero superiore alla media nazionale e poco atteso considerando i tassi d’interesse sui mutui ritornati favorevoli per chi desidera acquistare casa.

La tendenza, spiegano gli esperti, non è però il sintomo di una stagnazione, quanto piuttosto la conseguenza di due fattori distinti. Da un lato, un rallentamento generale delle tempistiche per arrivare alla firma sul contratto, che ha allungato i tempi di vendita solitamente molto brevi. Dall’altro, un mutamento nei desideri degli acquirenti che, preso atto del costante aumento del valore degli immobili negli ultimi anni, allungano i tempi di ricerca con l’obiettivo di trovare la soluzione che più risponde a tutte le loro necessità.

Le tipologie di immobili più ricercate dagli acquirenti

Quest’ultimo punto trova conferma anche nella tipologia di immobili che viene più ricercata da chi vuole comprare casa. La flessione a cui si è accennato, infatti, riguarda soprattutto le case da ristrutturare che, a causa dell’aumento dei costi delle materie prime a cui si è assistito negli ultimi tempi, obbligano oggi a un ulteriore investimento spesso molto oneroso. A ciò si aggiunge poi il costante aumento del valore degli immobili che, soprattutto a Milano, non accenna a dare segni di cedimento a causa dell’altissima domanda, dell’offerta limitata e dei tanti interventi che hanno portato alla riqualificazione di intere aree della città.

Posti di fronte a una scelta tra proprietà da ristrutturare o già ristrutturate proposte spesso a prezzi simili, o con una differenza non sufficiente da compensare l’impegno richiesto da una ristrutturazione, gli acquirenti stanno quindi iniziando a preferire soluzioni ready-to-live, da sempre apprezzate anche da chi non ha esigenze di personalizzazione degli spazi così accentuate. Questo fenomeno obbliga quindi i proprietari a ripensare la propria strategia di vendita, nell’ottica di trovare contromisure efficaci per sfruttare a proprio favore un mercato immobiliare così vivace come quello meneghino.

Chi vuole vendere casa deve cambiare approccio

Chi ha la possibilità di sostenerne i costi, ad esempio, può pensare di ristrutturare il proprio immobile prima della messa in vendita, un’operazione che peraltro diventerà indispensabile nei prossimi anni almeno per quanto riguarda l’efficientamento energetico. A partire dal 2030, infatti, non saranno più vendibili le case con una classe energetica inferiore alla E, mentre tre anni più tardi questo limite sarà ulteriormente alzato fino alla classe energetica D.

Viceversa, si può intervenire sul prezzo a cui proporre l’immobile, con una leggera diminuzione della cifra nel caso in cui la casa richieda evidenti interventi di ristrutturazione a carico dell’acquirente. In alternativa, sarà importante far percepire il valore, la versatilità e il potenziale degli spazi, in modo che l’acquirente possa comprendere la piena corrispondenza tra i requisiti ricercati e l’immobile proposto. In questo senso diventa quindi ancora più importante la mediazione di un’agenzia esperta.

Il gruppo Kyos coinvolge al suo interno la società Spazio e Materia, il dipartimento creativo che si occupa di aumentare la commerciabilità degli immobili in gestione, attraverso l’home staging o la realizzazione di progetti che mirano a mostrare tutto il potenziale di una casa. Per maggiori informazioni, visita questa pagina oppure contattaci.

Il futuro del mercato immobiliare milanese? Ancora in crescita

Il report sull’andamento del mercato immobiliare meneghino nel primo trimestre del 2025 non si è tuttavia limitato a descrivere il passato, ma anche avanzato ipotesi circa l’andamento futuro. In particolare, Milano continuerà a registrare una crescita dei prezzi costante, nonostante i tempi più dilatati richiesti dalle compravendite. Come visto, la domanda superiore all’offerta, unita agli interventi di riqualificazione e alle imminenti Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, sono tutti aspetti che ci permettono di guardare ai prossimi mesi con fiducia, complice anche un sempre maggior interesse per la città da parte degli investitori esteri.

Salone del Mobile e Milano Design Week: l’impatto sul mercato immobiliare

Salone del Mobile e Milano Design Week: l’impatto sul mercato immobiliare
Salone del Mobile – https://www.salonemilano.it/ | Stefan Giftthaler

Con l’inizio della primavera, Milano è finalmente pronta a ospitare la nuova edizione 2025 della Design Week, evento che renderà l’atmosfera ancora più vibrante richiamando un grande numero di appassionati di arredamento e architettura. La manifestazione, tuttavia, avrà anche forti ripercussioni sul mercato immobiliare, come ben dimostrano i prezzi degli affitti brevi che, complice un’offerta inferiore alla domanda, sono già schizzati alle stelle.
Vediamo allora i numeri previsti e una piccola guida ai principali appuntamenti tra Salone del Mobile a Rho Fiera e Fuorisalone disseminato in ogni angolo della città.

I numeri della Design Week

Appuntamento ormai diventato un classico dell’agenda meneghina, con l’arrivo della Design Week Milano si prepara ad accogliere in città migliaia di addetti ai lavori, studenti e semplici appassionati, curiosi di scoprire tutte le novità a tema arredamento della stagione. Per i dati effettivi dell’edizione 2025 sarà necessario aspettare la fine della manifestazione, ma i trend degli ultimi anni sono in costante crescita ed è lecito attendersi un’affluenza record.

Nel 2024, infatti, il Salone del Mobile e gli eventi del Fuorisalone sono tornati ai livelli pre-Covid con più di 360mila presenze nell’arco della settimana, 100mila in più rispetto al 2023. Interessante anche il numero di presenze dall’estero, con una crescita del +54% che ha assegnato alla nostra città il ruolo di leader mondiale nel campo del design. Tutto ciò ha portato a un indotto di circa 260 milioni di euro, anch’esso in aumento (del 13.7%) rispetto a dodici mesi prima.
Ma qual è il reale impatto di questi numeri sul mercato immobiliare milanese?

Gli affitti a Milano durante il Salone del Mobile

Se per conoscere l’affluenza del 2025 dobbiamo attendere fino al 13 aprile, le ripercussioni della Design Week Milano in materia di affitti sono già sotto l’occhio di tutti. In particolare, una ricerca di Maiora Solutions ha messo a confronto i canoni di locazione durante il Salone del Mobile con i costi per un soggiorno in città nella settimana precedente e successiva, mostrando valori mediamente triplicati.

Più nello specifico, il costo medio per un appartamento a Milano dal 7 al 13 aprile si attesta attorno ai 375 euro a notte, a fronte dei 130 euro chiesti prima e dopo la manifestazione. La scarsa disponibilità di case, inoltre, ha esteso la ricerca di chi raggiunge il capoluogo per l’edizione 2025 anche all’hinterland, dove l’aumento dei prezzi, seppur visibile, non raggiunge i valori del centro città.

Di fatto, Milano si conferma il luogo ideale per investire sul mattone, tanto per chi cerca una soluzione abitativa in cui vivere che non perda valore negli anni, quanto per chi coltiva un progetto imprenditoriale nel campo degli affitti brevi. La nostra città, infatti, non è più soltanto una meta di lavoro, ma anche di turismo e svago, con una domanda in continua crescita sia durante gli appuntamenti di risonanza internazionale come la Design Week, sia nei periodi di più bassa stagione.

Una piccola guida al Salone del Mobile e alla Design Week di Milano

Vediamo ora una breve guida alla Design Week 2025 di Milano, con tutti gli eventi che renderanno vivace e frizzante l’atmosfera in città. Come visto, la manifestazione si svolgerà dal 7 al 13 aprile e sarà anche quest’anno suddivisa in due sezioni distinte.

Il Salone del Mobile, da un lato, troverà spazio nel complesso fieristico di Rho Fiera e sarà inaugurato al Teatro alla Scala con uno spettacolo firmato da Robert Bob Wilson. Il tema scelto è Thought for Humans, un invito a ripensare il rapporto tra uomo e oggetti con un focus sulla sostenibilità. Oltre ai padiglioni e agli stand, inoltre, a Rho saranno imperdibili anche l’evento Euroluce, le installazioni d’autore di Paolo Sorrentino e Pierre-Yves Rochon e l’omaggio alla Pietà Rondanini di Michelangelo sempre di Wilson.

Lontano dalla fiera e diffuso in tutta la città, il Fuorisalone metterà invece a disposizione degli avventori un ricco calendario di mostre e talk, concentrati soprattutto nei quartieri di Milano più strettamente legati al design come Tortona, Isola, Porta Venezia e Brera, il design district meneghino. Tra le tappe da inserire nella propria tabella di marcia consigliamo le consuete installazioni nei cortili della Statale, oltre all’Orto Botanico di Brera e all’Università Cattolica. A Tortona, invece, i luoghi di aggregazione principali saranno il BASE Milano e il Superstudio Più. Per una lista completa degli eventi, visita il sito ufficiale della manifestazione.

Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: ecco come sono cambiati la città e il suo mercato immobiliare

Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: ecco come sono cambiati la città e il suo mercato immobiliare
MSG Milano Santa Giulia – www.msgmilanosantagiulia.it

Prevista per il 6 febbraio 2026, ormai manca meno di un anno alla cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che andrà in scena allo stadio San Siro. Dal 2019, data in cui è avvenuta la scelta della città organizzatrice da parte del CIO, il capoluogo meneghino si sta preparando ad accogliere atleti e gare attraverso numerosi progetti di riqualificazione che stanno cambiando il volto di interi quartieri. Ma quali sono gli interventi più interessanti e che impatto avranno sul mercato immobiliare milanese? Scopriamolo insieme nelle prossime righe.

I progetti che stanno trasformando Milano in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, Milano si trova nel mezzo di una trasformazione urbana. Negli ultimi anni, infatti, alcuni quartieri della città hanno subito profondi interventi volti a costruire tutte le strutture che ospiteranno la più grande manifestazione sportiva al mondo riservata alle discipline invernali.
Due in particolare sono i progetti più affascinanti: da un lato, il Villaggio Olimpico che avrà sede a Scalo di Porta Romana e, dall’altro, la rigenerazione di Santa Giulia. Vediamo allora qualche dettaglio in più su entrambi.

Il Villaggio Olimpico di Scalo di Porta Romana

Iniziamo proprio dal Villaggio Olimpico, l’immensa struttura destinata a ospitare tutti gli atleti durante le due settimane di gare. Il progetto ha comportato la riqualificazione dello Scalo di Porta Romana, area al confine sud-est di Milano già protagonista di un’intensa crescita grazie all’apertura, nel 2015, di Fondazione Prada, uno spazio cittadino destinato all’arte contemporanea.
Il progetto a cinque cerchi, peraltro, avrà un forte impatto anche sul futuro della nostra città. Al termine dei Giochi, infatti, l’intero quartiere verrà riconvertito in una zona residenziale sostenibile, anche grazie alla costruzione di un grande parco pubblico e di un bosco sospeso sopra i binari della ferrovia, che verranno interrati entro il 2028. Il Villaggio Olimpico, invece, diventerà una grande residenza universitaria, con più di mille alloggi riservati ai più giovani che si trasferiscono a Milano per completare gli studi.
L’area, inoltre, è già stata interessata da numerosi investimenti commerciali, con l’apertura di locali, negozi e ristoranti pronti a servire i suoi nuovi abitanti.

Il PalaItalia e la riqualificazione del quartiere Santa Giulia

L’arrivo dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 ha poi imposto alla città la costruzione di una nuova arena da abbinare da un lato al Forum di Assago, che sarà destinato al pattinaggio artistico e alle gare di velocità, e dall’altro al PalaLido, riservato ai match di hockey sul ghiaccio. Il nuovo palasport, chiamato PalaItalia, è lo snodo centrale attorno a cui si sta sviluppando la rigenerazione del quartiere Santa Giulia.
Accanto al palazzetto, che una volta concluso sarà l’arena coperta più grande d’Italia con più di 16mila posti a sedere, sta infatti sorgendo un vasto parco urbano con strutture sportive e ricreative. Qui troverà poi spazio anche la nuova sede del Conservatorio Giuseppe Verdi, oltre agli edifici commerciali e ai nuovi palazzi residenziali collegati da grandi zone ciclo-pedonali, boulevard alberati e ampie piazze.
Non mancherà infine una metrotranvia per favorire il trasporto pubblico grazie alle fermate lungo il percorso dei mezzi di superficie e sotterranei già esistenti, per la quale tuttavia sarà necessario aspettare ben oltre la fine delle Olimpiadi.

Come cambia il mercato immobiliare con l’arrivo delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 non avranno un forte impatto sulla città solo in termini di trasformazione e riqualificazione urbana. Al contrario, provocheranno un deciso cambiamento del mercato immobiliare, offrendo nuove opportunità a chi desidera comprare o vendere casa. Il processo è peraltro già in atto, come ben testimoniano i prezzi degli immobili nelle vicinanze di Scalo di Porta Romana.
Come visto, l’area è interessata da un’importante crescita fin dal 2015, con un valore degli appartamenti che spesso supera i 7mila euro al metro quadro a fronte della media cittadina che attualmente è di 5.400 euro circa. Nelle zone più ricercate come Porta Romana o Crocetta, peraltro, non è raro imbattersi in soluzioni proposte anche a 10mila euro al metro quadro.
Per quanto riguarda gli affitti, invece, è lecito attendersi un’impennata al termine dei Giochi Olimpici e dei lavori di rigenerazione dei quartieri. Gli immobili di nuova costruzione saranno infatti molto ambiti, anche in virtù dell’apertura di nuovi esercizi commerciali e dei migliori collegamenti con il centro città.

Affitti brevi: le nuove norme da rispettare nel 2025

Affitti brevi: le nuove norme da rispettare nel 2025

 

Il mercato immobiliare è un settore complesso in cui, chi cerca casa, spesso non lo fa con l’obiettivo di acquistare un appartamento dove vivere. Al contrario, sono sempre di più le persone che comprano in ottica di investimento, per approfittare delle grandi opportunità offerte dagli affitti brevi. Soprattutto in una città come Milano, infatti, esiste una forte domanda di locazioni temporanee fatta di lavoratori, studenti o turisti che desiderano un appoggio per poche notti e non una sistemazione più a lungo termine.

Negli ultimi mesi si è a lungo discusso su questa possibile fonte di reddito, sia perché da essa dipende una minore disponibilità di case in vendita e in locazione (con un conseguente aumento dei prezzi), sia perché era regolamentata da poche norme. A partire dal 2025, però, sono entrate in vigore nuove direttive che è bene conoscere prima di decidere se sfruttare questa occasione di guadagno oppure no.

Scopriamo allora qual è la situazione attuale degli affitti brevi in Italia e che cosa è cambiato con il nuovo anno.

Affitti brevi in Italia: una panoramica generale

Perfettamente in linea con il generale andamento europeo, anche l’Italia ha assistito a un’improvvisa impennata degli affitti brevi negli ultimi anni.

Nell’estate appena trascorsa, ad esempio, il numero di prenotazioni è aumentato del +8% rispetto ai dodici mesi precedenti, stando alla ricerca condotta da AirDna, sito che raccoglie i dati dei principali portali specializzati in questa particolare proposta ricettiva. All’incremento della domanda, inoltre, è seguito anche un aumento del prezzo medio di vendita dei singoli posti letto che, tra giugno e agosto, è stato di circa 210 euro a notte.

Il trend recente ha dunque confermato un sempre maggior successo delle locazioni per le vacanze, soluzione che spesso viene valutata prima dei più tradizionali hotel in virtù di una maggiore comodità per chi visita una nuova città. Investire negli affitti brevi ha quindi iniziato a interessare un grande numero di compratori, tendenza che ha complicato ulteriormente la ricerca per chi invece vuole acquistare una casa a uso abitativo.

Essendo diventato un settore particolarmente interessante anche nel Belpaese, nel corso del 2024 il Governo ha avviato una fase di sperimentazione per una migliore regolamentazione. Dai primi giorni di gennaio 2025 diverse novità sono diventate ufficiali, costringendo tutti gli operatori già attivi (e chi vorrà aggiungere questa opportunità di guadagno alle proprie fonti di reddito da qui in avanti) ad adattarsi ai cambiamenti.

Le nuove regole per gli affitti brevi in Italia nel 2025

Ma quali sono, nello specifico, le novità introdotte a partire dal 1 gennaio 2025 sugli affitti brevi in Italia? Nelle righe che seguono abbiamo raccolto le quattro principali.

CIN obbligatorio

La prima novità prevede che ogni immobile utilizzato per gli affitti brevi venga riconosciuto attraverso l’attribuzione del CIN – Codice Identificativo Nazionale. Questo obbligo è una misura che il Ministero del Turismo ha voluto adottare con l’obiettivo di avere una panoramica chiara di tutti gli appartamenti attivi nel settore, potendo così garantire una miglior gestione del fenomeno.

Il CIN deve essere esposto fuori dalla struttura e funge da garanzia per chiunque decida di prenotare una o più notti al suo interno. Con questo numero, inoltre, si punta a contenere l’evasione fiscale, rendendo identificabile ogni attività e monitorandone le operazioni sul mercato. Chi non rispetta questa regola, peraltro, sarà costretto a pagare una sanzione che può andare dagli 800 ai 10.000 euro.

Dotazioni di sicurezza

Un altro nuovo obbligo riguarda le dotazioni di sicurezza che, dal 1 gennaio 2025, devono essere presenti all’interno degli immobili destinati agli affitti brevi. Più nel dettaglio, tutte le unità immobiliari adibite a locazioni brevi o a finalità turistiche e gestite in qualunque forma (imprenditoriale o meno) devono essere munite di:

  • dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio
  • estintori portatili a norma di legge: almeno uno su ogni piano e almeno uno ogni 200 metri quadrati di superficie

Questa regola rimane valida anche qualora l’affitto breve riguardasse una sola stanza della casa.

SCIA e Partita IVA sopra i 5 immobili in locazione

Le nuove norme in materia di affitti brevi riguardano anche la gestione dell’attività a livello fiscale. Da quest’anno, infatti, chi concede in locazione almeno 5 appartamenti è obbligato a trasmettere la SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività e ad aprire Partita IVA.

In particolare, la norma riguarda:

  • Chiunque affitti fino a 30 giorni in un anno non per finalità turistiche
  • Chiunque affitti per più di 30 giorni in un anno per finalità turistiche

Key box e self check-in

Da ultimo, il nuovo regolamento ha toccato anche le contestate key box e i self check-in, considerati strumenti poco idonei per garantire la sicurezza tanto degli ospiti, quanto dei proprietari. Stando alle nuove norme:

  • È vietato l’utilizzo delle cassette di sicurezza con all’interno le chiavi dell’appartamento, agganciate a cancelli poco lontani dall’ingresso
  • È vietato il riconoscimento degli ospiti a distanza e il check-in dovrà avvenire di persona

Entrambi i provvedimenti complicano quindi la gestione degli immobili da parte di chi non vive nella città su cui ha investito, che dovrà adottare nuove modalità per continuare a esercitare la sua attività.

Tutte le novità per chi compra o ristruttura casa, previste dalla Legge di Bilancio 2025

Tutte le novità per chi compra o ristruttura casa, previste dalla Legge di Bilancio 2025

Il 2024 è ufficialmente andato in archivio e di fronte a noi abbiamo 12 lunghi mesi a cui guardare con fiducia. In molti, ogni anno, coltivano il desiderio di trovare la propria casa dei sogni o rinnovare il proprio appartamento. Alcune manovre previste dal governo nella Legge di Bilancio 2025 potrebbero allora essere la spinta giusta per riuscire ad acquistare un immobile o concedersi una ristrutturazione.
Vediamo quindi quali sono tutte le opportunità che sarà possibile sfruttare e i requisiti richiesti.

Agevolazione prima casa per gli under 36

La Legge di Bilancio 2025, approvata dalla Camera e dal Senato negli ultimi giorni di dicembre, ha previsto una proroga delle misure stabilite per l’acquisto della prima casa da parte degli under 36 per tre anni. Fino al 2027, quindi, i più giovani potranno approfittare degli stessi incentivi già in essere nell’anno passato, che avevano ridimensionato la convenienza delle agevolazioni del 2023.
In particolare, si potrà godere di una garanzia statale dell’80% sul totale del mutuo richiesto, a patto di:

  • ● avere meno di 36 anni
  • ● avere un ISEE non superiore ai 40mila euro annui
  • ● richiedere un prestito di massimo 250mila euro
  • ● avere un loan-to-value dell’immobile superiore all’80%

La casa oggetto della trattativa, inoltre, dovrà essere la propria abitazione principale, non essere classificata come immobile di lusso (non rientrare cioè nelle categorie catastali A1, A8 e A9) e sorgere ovviamente entro i confini nazionali.

Mutui agevolati per le famiglie più numerose

Anche nel 2025, le famiglie più numerose avranno la possibilità di ottenere un mutuo agevolato, godendo di una garanzia statale che potrà coprire dall’80 al 90% del valore del prestito in base alle disponibilità economiche e al numero di figli.
Ecco nel dettaglio i requisiti richiesti:

  • ● ISEE fino a 40mila euro per famiglie con tre figli di età inferiore ai 21 anni
  • ● ISEE fino a 45mila euro per famiglie con quattro figli di età inferiore ai 21 anni
  • ● ISEE fino a 50mila euro per famiglie con cinque o più figli di età inferiore ai 21 anni

Il finanziamento richiesto e garantito dallo Stato, anche in questo caso, non potrà superare i 250mila euro.

Tutti i bonus edilizi previsti dalla Legge di Bilancio 2025

Accanto alla possibilità di ottenere mutui garantiti in larga parte dallo Stato, la Legge di Bilancio 2025 ha previsto anche l’istituzione o il rinnovo di alcuni bonus edilizi che renderanno particolarmente convenienti gli interventi in casa.
Qui di seguito elenchiamo i principali:

1. Bonus ristrutturazione

Il bonus ristrutturazione è stato prorogato fino al 2033 con aliquote decrescenti di anno in anno e diverse tra prima e seconda (o ennesima) casa. In particolare:

  • ● Abitazioni principali – Per tutto il 2025 sono previsti un’aliquota al 50%, un massimale di 96mila euro e una ripartizione in 10 anni, mentre per i due anni successivi l’aliquota scenderà al 36%
  • ● Seconde (o ennesime) case – Per tutto il 2025 sono previsti un’aliquota al 36%, un massimale di 96mila euro e una ripartizione in 10 anni, mentre per i due anni successivi l’aliquota scenderà al 30%

A partire dal 2028 e per tutte le tipologie di immobili, invece, l’aliquota sarà fissata al 30% con un limite di spesa posto a 48mila euro.

2. Ecobonus 2025

Per tutti gli interventi di efficientamento energetico della propria abitazione, l’ecobonus 2025 prevede un’aliquota uguale che, di nuovo, varierà in base alla tipologia di immobile e sarà ogni anno inferiore. Ecco i dettagli:

  • ● Abitazioni principali – Per tutto il 2025 è prevista un’aliquota al 50%, che scenderà al 36% nei due anni successivi
  • ● Seconde (o ennesime) case e immobili non residenziali – Per tutto il 2025 è prevista un’aliquota al 36%, che scenderà al 30% nei due anni successivi

3. Bonus barriere architettoniche

Confermato fino al 31 dicembre 2025, il bonus barriere architettoniche offre una detrazione del 75% (rimborsata in 5 rate annuali di pari importo) per lavori come l’installazione di ascensori, rampe, scale e piattaforme elevatrici.

I tetti di spesa sono i seguenti:

  • ● 50mila euro per gli edifici unifamiliari e le unità immobiliari funzionalmente indipendenti situate all’interno di edifici plurifamiliari
  • ● 40mila euro moltoplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari
  • ● 30mila euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari

4. Superbonus

Per il superbonus è stato previsto un nuovo taglio dell’aliquota che passerà al 65% prima di essere azzerata a partire dal 2026. Oltre a ciò, la Legge di Bilancia 2025 riduce anche i soggetti che possono accedere all’agevolazione:

  • ● condomini
  • ● immobili da 2 a 4 unità abitative con un unico proprietario
  • ● le onlus

Vi è poi un’ulteriore condizione. Entro il 15 ottobre 2024, infatti, si deve:

  • ● aver già presentato la comunicazione di inizio lavori asseverata
  • ● aver già adottato la delibera assembleare per tali lavori
  • ● aver già presentato l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo, se gli interventi riguardano demolizione e ricostruzione degli edifici

5. Bonus mobili ed elettrodomestici

Chi rinnova casa e punta su un’elevata classe energetica potrà recuperare parte della spesa durante tutto il 2025 grazie a due incentivi previsti dalla nuova Legge di Bilancio:

  1. Bonus mobili – Rinnovato fino al 31 dicembre 2025, prevede una detrazione del 50% su spese fino a 5mila euro
  2. Bonus elettrodomestici – È la grande novità della nuova Finanziaria: prevede un contributo del 30% (fino a un massimo di 100 euro per apparecchio, che aumenta a 200 euro per le famiglie con ISEE inferiore ai 25mila euro annui), ma è valido per un solo elettrodomestico (di classe energetica B o superiore) a nucleo familiare

Da ultimo, non sono stati rinnovati gli incentivi sulle caldaie a gas e il bonus verde, destinato fino al 31 dicembre 2024 agli interventi sugli spazi esterni delle abitazioni.